Roma, 10 settembre 2015 – La strada degli Animalisti Italiani Onlus -www.animalisti.it- verso la salvezza di 76 scimmie ( 65 macachi, 11 uistitì), utilizzate fino al 2012 per esperimenti nel Centro CNR di Casaccia alle porte di Roma, prosegue. L’Associazione all’inizio dell’anno ha organizzato blitz, manifestazioni, presidi, presentando esposti, Interrogazioni Parlamentari, denunce e diffide con un solo obiettivo: salvare la vita di decine di scimmie, alcune delle quali, circa 40, malate (herpes) e contagiose per l’uomo.

 

Una delegazione degli Animalisti Italiani Onlus, rappresentata dal Presidente Walter Caporale e dal Consigliere direttivo romano Wladimiro Lembo, insieme al Consulente Scientifico Massimo Tettamanti, ha partecipato ad un nuovo incontro con i Dirigenti del Centro Nazionale Ricerche di Roma e dello stabulario.

 

E’ stato difficilissimo trovare un Centro di Rieducazione e di Riabilitazione per macachi malati e per altre decine di scimmie, già organizzate e divise in precisi gruppi sociali” – dichiara il Presidente degli Animalisti Italiani, Walter Caporale – . “Abbiamo contattato tutte le Strutture presenti in Italia ed in Europa: ma la crisi economica, la mancanza di fondi, l’esubero di animali, la presenza di molte scimmie malate e contagiose per l’uomo, ha dissuaso tutti dall’accettare la possibilità di ospitare gli animali. Ora per fortuna, con la determinante collaborazione del prof. Massimo Tettamanti, sembra che ce l’abbiamo fatta. Il Silenzio è d’oro, in questi casi: dopo i nostri blitz, manifestazioni, denunce, conferenze e convegni contro il CNR, è iniziata da due mesi la fase numero due, ossia quella della ricerca di un Centro dove trasferire gli animali, che ora deve essere attentamente valutato ed analizzato dal CNR. Ma oggi, dopo mesi di confronto serrato, i Dirigenti del CNR hanno confermato la disponibilità a trasferire le scimmie in un Centro di Rieducazione, poiché queste non vengono utilizzate per esperimenti ormai da due anni, con i fondi pubblici bloccati dopo le polemiche. Il lavoro delle prossime settimane, dei prossimi mesi, sarà fondamentale per ridare luce e speranza a questi animali: chi salva una vita salva il mondo intero. Noi ce la stiamo mettendo tutta”.

Animalisti Italiani Onlus ringrazia il consulente scientifico Massimo Tettamanti per aver messo a disposizione della causa la sua esperienza, il suo sapere e il suo preziosissimo impegno.

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ANIMALISTI ITALIANI ONLUS TROVA CENTRO DI RIEDUCAZIONE

E CHIEDE INCONTRO URGENTE PER TRASFERIRE GLI ANIMALI

 

 

Roma, 31 agosto 2015 – Nel gennaio scorso l'Associazione Animalisti Italiani Onlus, www.animalisti.it, scoperchiò il vaso di Pandora del CNR, denunciando la presenza di almeno 65 scimmie (macachi e uistitì) nello Stabulario del Centro di Ricerche di Casaccia alle porte di Roma. Le scimmie vivono chiuse in gabbia, in attesa di non si sa bene che cosa: gli esperimenti su di loro sono fermi da oltre un anno a causa del taglio dei fondi per la ricerca. Gli Animalisti Italiani Onlus organizzarono un blitz ( incatenati all'ingresso dell'Istituto - vedi foto e video su www.animalisti.it), convegni, manifestazioni, denunce, esposti, diffide, accesso agli atti, Interrogazioni Parlamentari ed, infine, un incontro con il CNR per cercare di salvare gli animali. Avevamo preso l'impegno, insieme al CNR di Casaccia, di cercare un Centro di Recupero dove trasferire le scimmie dello Stabulario del Centro Ricerche. Ebbene: lo abbiamo trovato.

 

Per questo l'Associazione Animalisti Italiani Onlus chiede un incontro urgente con i dirigenti del Centro Ricerche e con la dott.ssa Perretta, responsabile dello Stabulario primati non umani della struttura, per iniziare il percorso di trasferimento degli animali dalla Casaccia ad un Centro di rieducazione, appositamente individuato, con un habitat ricostruito per le loro esigenze.

La speranza è che le lungaggini burocratiche e altri possibili ostacoli non si frappongano tra questi animali e la possibilità di far trascorrere loro il resto dell' esistenza in un modo che possa essere degno di chiamarsi vita. 

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Animalisti Italiani, ENPA, Italia Nostra, LAV Roma, LAC Lazio, LIPU Lazio, OIPA, SOS Gaia, WWF Lazio

 

Caccia e preapertura, dal 2 settembre gravi rischi per la natura: Zingaretti dimentica gli impegni elettorali per l’ambiente

Fra pochi giorni i cacciatori torneranno a sparare violentando ambiente, animali, leggi e buon senso. Ancora una volta la politica si è piegata alle richieste del mondo venatorio, infischiandosene della stragrande maggioranza di cittadini contrari al massacro di animali selvatici per puro divertimento” – è quanto dichiarano in una nota stampa congiunta Animalisti Italiani, ENPA, Italia Nostra, LAV Roma, LAC Lazio, LIPU Lazio, OIPA, SOS Gaia e WWF Lazio -. “Con un decreto a firma del Presidente Zingaretti, la caccia si aprirà il 2 settembre prossimo e non la terza domenica di settembre come disposto dalla legge nazionale. Una risicata minoranza, i cacciatori, che però, evidentemente, incute un gran timore all’amministrazione Zingaretti, ancora una volta avrà la meglio sull'interesse di tutti i cittadini”.

 

Ricordiamo inoltre la responsabilità del Presidente Zingaretti e gli impegni elettorali da lui sottoscritti, disattesi, come nel Programma per i diritti degli animali per il rinnovo della giunta e del Consiglio Regionale del Lazio - 2013 :

'Tutela fauna selvatica:

La fauna selvatica e i parchi naturali sono un patrimonio regionale spesso viziato per interessi economici o per interessi di parte. La Regione Lazio, quale Ente pubblico giuridicamente competente, dovrà esercitare tutte le competenze e le facoltà atte a garantirne una concreta tutela, condividendo iniziative in sinergia con le associazioni animaliste'”.

Ci saremmo attesi impegno e considerazione della “res publica” al di là di dinamiche elettorali o di giochi di equilibrio tra i partiti e la lobby venatoria. Gli animali e l’ambiente nel suo insieme sono e devono essere e rimanere, al di sopra di queste dinamiche. Ricordiamo poi che il Piano Faunistico Venatorio Regionale risale oramai al 1998 ed è quindi quanto mai urgente, oltre che doveroso, sospendere la caccia fino a che non sarà approntata una nuova pianificazione. E’ la stessa norma nazionale ad imporlo: se non esiste una pianificazione faunistico-venatoria la caccia non potrebbe essere proprio consentita in nome degli interessi prevalenti di tutela della fauna che è patrimonio indisponibile dello Stato, rispetto all'attività venatoria, che ricordiamo è una concessione limitata a talune circostanze di tempo e di luogo e da esercitare secondo precise modalità".

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IL DEPUTATO DI FRATELLI D'ITALIA SI MOSTRA FAVOREVOLE A PENE PIU' SEVERE, MA BERNINI DEL M5S LO ACCUSA: "HAI VOTATO SI PER IL FINANZIAMENTO DEI CIRCHI"

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COMMISSIONE EUROPEA BOCCIA RICHIESTE DI STOP VIVISECION.

CAPORALE, PRESIDENTE ANIMALISTI ITALIANI: “UN NO AL MIGLIORAMENTO DELLA SALUTE DEI CITTADINI E A FAVORE DELLE LOBBY FARMACEUTICHE CHE SI ARRICCHISCONO SULLA MORTE DEGLI ANIMALI”

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