Martedì, 21 Maggio, 2013
   
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FAQs
I temi presentati in queste sezioni non sono semplicemente delle risposte a delle comuni domande. Vogliono essere anche delle idee e degli spunti di riflessione che possono essere integrati ed arricchiti dal proprio personale modo di sentire e vivere l'animalismo.

"Se fossi in un incendio e potessi salvare solo il tuo bambino oppure il tuo cane, chi salveresti dei due?" - "Non è meglio un topo che tuo figlio?"

Vivisezione

Qualsiasi "genitore", uomo o cane, salverebbe il proprio cucciolo, ma ciò è istinto di sopravvivenza, individuale e/o specifico. Similmente ad una scelta del genere e ad altre situazioni estreme (e poco realiste), se si potesse salvare il proprio figlio o quello del vicino di casa si sceglierebbe istintivamente il proprio, ma ciò non legittima in nessun modo la vivisezione. Come non sarebbe ammissibile (si spera) sperimentare sul figlio del vicino per salvare il proprio. Inoltre, ogni specie animale reagisce alle sostanze chimiche in maniera diversa: animali di specie diverse, come pure di razze diverse o addirittura di ceppi della stessa specie, rispondono in modo diverso ad un dato stimolo, o ad una certa sostanza. a chi somiglierà di più l'uomo nelle sue risposte? Testare sull'animale non garantisce quindi la salute dell'uomo (né quella di "tuo figlio"!), perché egli rimarrà comunque una cavia, finché la vivisezione rimarrà il metodo da cui trarre dati di riferimento per l'uomo.

Cosa dire delle persone che devono cacciare per sopravvivere?

Caccia

Non si può certo dire nulla contro chi pesca o caccia per sopravvivere, contro chi davvero non ha altra scelta per procurarsi il cibo e sfamarsi.
In ogni caso al giorno d'oggi, e in questa società, carne, pelli e pellicce non sono beni necessari alla nostra sopravvivenza.
Sfortunatamente molti cacciatori per sport hanno "preso in prestito" la caccia dalle tradizioni aborigene e la hanno trasformata in una giustificazione per uccidere gli animali o, peggio, per divertirsi o creare un profitto dalla morte di altri esseri viventi.

Mangiare le uova però va bene. Le galline le depongono perché è nella loro natura farlo. Le uova che si comprano non sono uova fecondate.

Vegetarismo

È vero che le uova destinate alla vendita ed al consumo non sono uova fecondate. Il problema è però che spesso si ignora la tremenda crudeltà che si cela dietro alla produzione di uova. Le galline sono forse gli animali di cui più ferocemente si abusa negli allevamenti intensivi.
Ogni uovo che esce da un allevamento in batteria rappresenta 22 ore di sofferenza per la gallina che lo ha deposto.
Queste galline vivono infatti inscatolate in piccole gabbie a grate poste l'una sopra all'altra Le feci delle galline che stanno in alto cadono sulle galline che stanno in basso, le galline crescono storpie e zoppe o con problemi di osteoporosi dovuti all'immobilità forzata o alla mancanza di calcio perso nelle uova continuamente deposte. Le zampe delle galline spesso si incastrano nelle grate e così muoiono di fame perché non riescono a raggiungere il cibo. All'età di neppure due anni queste galline sono già "andate" e vengono spedite al macello.
Se dalle loro covate nascono dei pulcini, le femmine vengono allevate per la produzione di uova e i maschi, non essendo di alcuna utilità, vengono soffocati, decapitati o tritati vivi.
Se non si vuole legittimare questo stato di cose è allora indispensabile astenersi dal consumo di uova o, almeno, consumare uova (o prodotti a base di uova) che siano esclusivamente di origine biologica.

Le condizioni degli animali negli allevamenti da pelliccia o nelle industrie farmaceutiche non sono tanto peggiori di quelle in alcuni dei loro habitat naturali, dove spesso muoiono di fame, malattia o come prede di altri animali. Almeno gli animali chius

Animalismo

Questo è lo stesso tipo di argomentazioni usato da chi un tempo diceva che in fondo i neri vivevano meglio da schaivi nelle piantagioni che da uomini liberi.
Gli animali nelle industrie cosmetiche e farmaceutiche soffrono così tanto che è inconcepibile il fatto che possano trovarsi meglio in un laboratorio piuttosto che nel loro habitat naturale, per quanto selvaggio esso possa essere.
Lì loro possono almeno vivere liberi, vivere secondo le loro leggi e le loro regole, vivere seguendo il loro istinto ed il loro comportamento naturale.
Il fatto che gli animali potrebbero soffrire nel loro ambiente naturale non è una ragione sufficiente a giustificare la loro sofferenza in cattività.

"Eppure esistono esperimenti su animali che non provocano sofferenza e si basano su semplici osservazioni comportamentali"

Vivisezione

Ma per i test l'animale deve essere tenuto prigioniero! Peraltro, lo stress che un animale subisce per il fatto di essere manipolato, messo in un ambiente ristretto e in isolamento altera la sua fisiologia e introduce un'ulteriore variabile sperimentale, che invalida l'estrapolazione dei risultati agli individui della stessa specie liberi. Lo stress sugli animali in laboratorio può fare aumentare la suscettibilità a malattie infettive e a certi tumori, come pure può influenzare i livelli degli ormoni e degli anticorpi, i quali a loro volta possono alterare il funzionamento di vari organi.

Senza la caccia i cervi egli altri animali come i cervi si riprodurrebbero oltre misura, rischiando oltretutto di morire di fame.

Caccia

Fame e malattia sono casi sfortunati, ma sono la strada che la natura impone per fare sì che sia il più forte a sopravvivere. I predatori naturali aiutano le specie predate a rimanere forti, uccidendo solo gli esemplari più deboli e malati.
I cacciatori invece uccidono ogni animali capiti loro a tiro, od ogni animale la cui testa potrebbe stare bene sul loro caminetto. Per questo ad essere uccisi sono proprio quegli animali grossi e forti di cui il branco avrebbe più bisogno. Ed è paradossalmente proprio la caccia a creare le condizioni necessarie al sovrappopolamento. Dopo la stagione della caccia, infatti, il brusco calo della popolazione porta ad una minore competizione tra i sopravvissuti e ad un conseguente incremento delle nascite.

Se ti trovassi su una barca in mezzo al mare, stessi morendo di fame e con te ci fosse un animale… cosa faresti?

Vegetarismo

E' impossibile dirlo. Gli uomini arrivano a gesti estremi quando si trovano in pericolo di vita. Ci sono stati addirittura casi di uomini che in situazioni del genere hanno ucciso e mangito altre persone. Ma questo esempio è irrilevante per quelle che sono le nostre abitudini e scelte quotidiane.
Nessuno di noi vive in condizioni di costante pericolo o emergenza, non ci sono scuse per uccidere e mangiare un animale.


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