Giovedì, 20 Giugno, 2013
   
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Il Veterinario Risponde

EPILESSIA E ANEMIA E CURE INCOMPATIBILI.

Buon giorno e scusi il disturbo, il mio cane di circa 4 anni di razza meticcio, soffre di attacchi epilettici, lo sto gia curando con il luminale (6 compresse al giorno da 100 mg.) pero' l'ho anche dovuto curare per una fortissima anemia con compresse di stargate e con due iniezioni di epo (sinceramente non ricordo la marca) dopo due giorni dalla seconda iniezione le crisin epilettiche sono aumentate (9 attacchi in una notte) puo essere la coseguenza di queste iniezioni? Premetto che prima delle iniezioni di epo, gli prendevano solo 3-4 attacchi ogni due mesi, posso agire in qualche modo per ovviare a questo? Spero di essetre stato chiaro nella descrizione dei fatti e mi scuso ancora per il disturbo, fiducioso di una vostra risposta vivamente ringrazio

Gentile signora/e,

in realtà tra gli effetti collaterali dell’eritropoietina sono segnalate anche le convulsioni. In un cane che è già in cura per questa patologia è possibile che il farmaco scateni delle crisi. Purtroppo non conosco la causa dell’anemia del suo cane. Provi a chiedere al suo veterinario se c’è un  modo per evitare l’utilizzo di tale farmaco. Distinti saluti,

Roberta Giancristofaro

 

 


STERILIZZAZIONE DELLE COLONIE FELINE

Salve, da qualche settimana sto dando da mangiare a una colonia felina, composta da 10 gatti, forse di più. Ho intenzione di far sterilizzare le femmine e ho letto che per legge i gatti randagi vengono sterilizzati gratuitamente. A chi posso rivolgermi? va bene il canile del mio paese? Saluti

Buongiorno,

si rivolga ai veterinari della Asl del suo paese. La legge prevede l’istituzione di una colonia felina della quale lei diventerà tutore, e la sterilizzazione delle femmine a carico della Asl.

Roberta Giancristofaro


IL MIO GATTO E' MORTO PER ERNIA DIAFRAMMATICA O AVVELENAMENTO?

Salve,
vorrei avere un Vs. parere circa ciò che mi è accaduto con il mio gatto,quello che mi direte non cambierà le cose perché Figaro è morto venerdì scorso, ma servirà a me per capire come è morto.Cercherò di darvi tutti i dettagli perché possiate avere un'idea precisa di ciò che è accaduto.Io vivo in campagna, ho (o meglio avevo) due gatti che vivono in casa e di giorno, con le belle giornate,stanno volentieri all'aperto.Figaro aveva quattro anni; circa tre anni fa, quindi all'età di un anno, non è tornato a casa da uno dei suoi soliti giri,ho pensato a qualche fuga d'amore, ho aspettato e cercato, finché lo ritrovo a distanza di cinque giorni, con femorelussato. Lo porto immediatamente dal veterinario che lo opera ma mi comunica di avere riscontrato nel gatto, grazie ad esami diagnostici, un'ernia diaframmatica. Mi spiega che si tratta di un problema grave per il gatto, ma che anche  l'intervento è pericoloso, mi consiglia quindi di tenerlo così, di castrarlo per fargli condurre una vita quanto più possibile tranquilla. E così è stato per tre anni, Figaro aveva, soprattutto quando saltava, delle crisi respiratorie, all'inizio piùfrequenti poi sono andate scemando specie negli ultimi tempi. E' vissuto tranquillo prevalentemente in casa, riducendo  le sue capatine all'aperto alla siepe dinanzi a casa mia, quindi sotto mio stretto controllo.  La scorsa settimana, precisamente mercoledì sera, improvvisamente comincia a stare male,ha conati di vomito e rimette schiuma bianca, sembra molto sofferente, come se avesse dei crampi e ha una scarica di diarrea completamente liquida. Chiamo il veterinario, mi dice di stare tranquilla, c'è la gastroenterite in giro (il gatto è cmq regolarmente vaccinato) e di portarglielo la mattina dopo. La notte è durissima, Figaro peggiora, geme ed è freddo, cerchiamo di tenerlo al caldo avvolto in una coperta ma ha le pupille dilatate. La mattina lo porto dal veterinario che cerca subito di misurargli la temperatura ma è zero, Figaro è freddissimo, nota le mucose bianche, quindi sospetta emorragia interna dovuta, a suo parere, a veleno per topi!!! ma Figaro esce pochissimo di casa, specie nell'ultima settimana per il tempo ormai freddo, aveva ridotto i suoi giri fuori, i miei vicini hanno gatti e cani e non fanno uso né di veleni né di diserbanti, com'è possibile??? somministra l'antidoto e lo trattiene in laboratorio, torno dopo un paio d'ore, la temperatura è arrivata a 34 gradi, mi dice che è già un miglioramento, lo riporto a casa con il compito di tenerlo quanto più possibile al caldo, il mattino dopo avrebbe dovuto fare un'altra dose di antiveleno, ma al mattino dopo Figaro non è arrivato, è morto dopo avere  passato la giornata sofferente, aveva evidenti difficoltà respiratorie, gemeva se gli toccavo il petto e voleva stare solo nella posizione a sfinge. Ora, soprattutto perché ho un altro gatto che vorrei difendere da eventuali rischi, mi chiedo: è possibile che sia morto
per veleno considerato che non stava molto all'aperto, non mangiava mai fuori casa (era molto schivo e non si avvicinava a nessuno),  non era un gatto cacciatore di topi? o è l'ernia diaframmatica che lo ha portato alla morte? Il veterinario quando mi diagnosticò l'ernia non si sbilanciò sull'aspettativa di vita di Figaro, mi disse solo che sarebbe stata inferiore alla media. Vorrei avere un Vs. parere,  per farmi una ragione della morte di Figaro che mi manca tantissimo e poi per proteggere Kalì  nel momento in cui fosse plausibile l'ipotesi del veleno. Spero possiate essermi d'aiuto, grazie, Angela Caramia

Gentile Angela,

l’ernia diaframmatica è una condizione con la quale gli animali a volte possono convivere , ma con un “fil di fiato”. E lei con il suo racconto lo conferma, in quanto il suo gatto ha condotto una vita non di certo con le energie e la vitalità di un gatto sano. Inoltre  questa è una condizione del tutto instabile in quanto un qualsiasi momento questo fragile equilibrio può rompersi e portare rapidamente a morte l’animale. Questo può avvenire perché aumenta il numero degli organi dislocati nel torace, con diminuzione del già esiguo spazio a disposizione dei polmoni, o per rottura di grossi vasi con conseguente emorragia…

La diagnosi di avvelenamento da veleno dei topi spesso nella pratica clinica è all’inizio di sospetto, andrebbe poi confermata con esami di laboratorio , o con la guarigione dopo aver somministrato l’antidoto, o purtroppo in seguito ad autopsia………

Roberta Giancristofaro

 


QUANTITA' DEI MANGIMI

Il mio allevatore mi ha consigliato questo mangime, il ha cinque mesi.
Grano turco estruso- farine proteiche animali trasformati- farina di pesce- grasso animale strutto- riso struso- glutine di mais- lieviti essiccati- proteina grezza2%-
Oli e grassi grezzi 22% - fibra grezza 1,40%- ceneri grezze 8,90%- vitamina A ul 1500- vitamina D3 ul 1500-ferro 100 mg - manganese 100 mg- zinco 100 mg- rame 20 mg- iodio 5 mg. La razione  consigliata  e' pari all' 1% del peso vivo .
Se e' possibile grazie della risposta.

Gentile Signora/e,

purtroppo i dati che lei mi ha fornito non sono completi. Credo che nel copiare lei abbia saltato qualche dato. Forse posso esserle d’aiuto se lei mi dice il nome e la marca del mangime.

Roberta Giancristofaro


PATINA BIANCA NELL'OCCHIO DEL CUCCIOLO

Salve, ho un dubbio che mi attanaglia e non riesco a prendere una decisione
spero lei possa chiarirmi le idee.Ho acquistato un cucciolo di carlino di 3 mesi mi sono accorta che ha una piccola patina bianca nell'occhio e a seconda della luce sembra azzurrina. Sono stata dall'allevatore e mi ha detto che è una cosa genetica infatti vedendo la mamma ha lo stesso problema, sono stata anche dal mio veterinario di fiducia e mi ha detto che puo' essere o congiuntivite o cataratta dandomi degli antibiotici e un collirio! Vorrei sapere da lei se questa patina è una cosa che puo' dare al cucciolo problemi futuri ,se è davvero una cosa genetica o l'allevatore mi prende in giro essendo che non sono un'esperta. La prego mi aiuti non so se sostituire il cucciolo con un altro o tenerlo
Grazie infinite saluti alessia

Buonasera,

è difficile dare un consiglio senza poter vedere il suo cane di persona o quantomeno con una foto. Se il suo veterinario di fiducia le ha prescritto dei farmaci, il mio consiglio è di fare la terapia e vedere se si ottiene un miglioramento od una guarigione. Nel caso così non sia, può sempre chiedere al suo veterinario il nome di qualche collega specializzato in oculistica. Distinti saluti,

Roberta Giancristofaro




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