Venerdì, 26 Gennaio 2018 09:34

RIETI, ANCORA NESSUNA VERITA’ SULLE RAGIONI CHE HANNO CONDOTTO ALLA SOPPRESSIONE DEL CANE ROCCO. ANIMALISTI ITALIANI ONLUS DEPOSITA DENUNCIA CONTRO IGNOTI IN PROCURA

Rieti, 26 Gennaio 2018 – Abbattuto al decimo giorno di permanenza in canile e ancora oggi, a distanza di mesi, in attesa di conoscere il nome di uno o più responsabili di una morte incomprensibile. Animalisti Italiani Onlus (www.animalisti.it) non dimentica il cane Rocco e, per mano del proprio avvocato, Aurora Loprete, ha depositato una denuncia presso la Procura di Rieti al fine di far luce su una vicenda quanto mai difficile da capire.

La storia. È il 6 Luglio 2017 e, a seguito del decesso della donna con cui viveva fino a quel momento, Rocco viene portato, come prevede la legge, presso il canile sanitario di Rieti. Qui, sempre secondo la legge, deve rimanere in isolamento per un periodo di 10 giorni per verificare se affetto da infezione rabbica. Al decimo giorno, Rocco viene abbattuto: “E’ un fatto sconvolgente – commenta l’avvocato di Animalisti Italiani Onlus, Aurora Loprete – qualcuno deve fornire delle spiegazioni chiare su quello che è successo e, soprattutto, sui motivi che hanno spinto ignoti a spezzare la vita di una creatura indifesa”. L’avvocato fa riferimento alla Legge n. 189/04 che “vieta qualunque uccisione provocata per crudeltà o in assenza di necessità (Art. 544 bis C.p.); l’eutanasia può essere praticata solo se inevitabile e nell’interesse dell’animale”. Inoltre, la Legge n. 281/91 regola, in tre fattispecie, la gestione dei canili: “La legge non consente più la soppressione di animali randagi; i cani ospiti di canili e rifugi possono essere soppressi per via eutanasica e ad opera di medici veterinari solo qualora gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità”.

“Trascorsi i 10 giorni, sarebbe stato doveroso esaminare Rocco per verificare se fosse o meno affetto da infezione rabbica e, quindi, stabilire o meno l’eventuale comprovata pericolosità. Ci sembra assurdo essere arrivati a questo punto – prosegue l’avvocato Loprete – dopo che, oltretutto, era stata inoltrata istanza di accesso al Comune di Poggio Catino, alla Asl di Rieti e ai Carabinieri di Poggio Mirteto intervenuti in loco. Sul corpo della donna erano stati trovati i segni di presunti morsi e quindi si era supposto, in un primo momento, che potesse essere stato il cane Rocco ad ucciderla: supposizioni, mai confermate da risposte ufficiali. Noi ipotizziamo che il cane avesse, invece, cercato di rianimarla. Animalisti Italiani Onlus si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento nei confronti dei responsabili di questo gesto incomprensibile”.

Delusa e arrabbiata la Responsabile Nazionale delle Sedi Locali di Animalisti Italiani Onlus, Emanuela Bignami: “La vita di Rocco per qualcuno non aveva nessun valore. Era un cane, solo un cane. Un cane così aggressivo che, nonostante la reclusione per giorni, in una gabbia troppo piccola per lui in cui a malapena riusciva a muoversi, scodinzolava a chi si avvicinava alla sua rete. Il suo ultimo video ne è la prova. Chi ha le mani sporche del sangue innocente di Rocco, è paragonabile a coloro che hanno ucciso Angelo, Pilù, Nerina, Spike, Snoopy e tanti altri: purtroppo la lista è molto lunga. Chi si è permesso di decidere della sua vita, chi ha spento per sempre la sua voglia di vivere, non può e non deve passarla liscia”.

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