Venerdì, 01 Settembre 2017 17:48

SANTA MARIA IMBARO (CHIETI): ESPOSTO DI ANIMALISTI ITALIANI ONLUS CONTRO IL CIRCO ORFEI. IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE, WALTER CAPORALE: “BASTA FINANZIARE CHI SFRUTTA GLI ANIMALI”

Roma, 1 settembre 2017 – “Uno spettacolo vergognoso. Uno sfruttamento gratuito di animali innocenti solo per il macabro diletto degli esseri umani”. Il Presidente di Animalisti Italiani Onlus, Walter Caporale, esprime tutta la sua rabbia e la sua indignazione per il circo Orfei che, dal 2 al 10 settembre prossimi, a Santa Maria Imbaro (Chieti), ospiterà sotto il suo tendone tutti coloro che proveranno gusto nel vedere tante specie animali trattate come fenomeni da baraccone senza il minimo rispetto.

Quella contro i circhi è una battaglia che l’associazione sta portando avanti da anni. Proprio per questo motivo, Walter Caporale ha presentato un esposto alle autorità locali perché sorveglino e verifichino la regolarità di ogni singola autorizzazione del circo Orfei. Quello che Animalisti Italiani Onlus chiede di monitorare è: “Il rispetto delle normative C.I.T.E.S., ovvero le linee guida sull'aderenza alle condizioni di benessere degli animali e della sicurezza, nonché delle norme antincendio; la regolarità amministrativa sulla presenza dei cittadini stranieri in Italia; le condizioni igienico sanitarie in cui versa l'intera struttura, ivi compreso il personale dipendente (oltre agli animali utilizzati negli spettacoli); il rispetto delle rigorose norme in materia di scarichi, tenuto conto dell'ingente mole di deiezioni che interessano la zona, data la presenza di numerosi animali”.

“Non è accettabile che un Paese come l’Italia continui a far passare la concezione del circo con gli animali come un fenomeno culturale che diverte i bambini – attacca il presidente di Animalisti Italiani Onlus – si tratta della lezione più diseducativa che esista: questa non è cultura, ma arretratezza culturale. E quel che è peggio, e troppe persone non lo sanno, è che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ogni anno, grazie alla legge 163/85 del 1986, attraverso il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) stanzia milioni di euro per finanziare questo tipo di attività. Basta! Siamo l’unica nazione a dare soldi pubblici ai circhi che sfruttano gli animali”.

Walter Caporale, abruzzese di Lanciano, dal 2005 è stato consigliere regionale in Abruzzo per due legislature e proprio in quegli anni fece approvare dal Consiglio Regionale una Risoluzione che invitava i comuni abruzzesi a privilegiare i circhi che non utilizzano animali negli spettacoli: “Questa moda dei circhi con gli animali è il simbolo di una società che ha perso il senso del rispetto verso gli esseri viventi. Il mondo si evolve verso forme di divertimento dove lo sfruttamento degli animali non esiste, come ad esempio il Cirque du Soleil – conclude Caporale – ma qui ancora dobbiamo fare molta strada”.

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